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La lingua giapponese

Come scrivere in giapponese

JLPT - Japanese Language
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Per scrivere in giapponse esistono tre modi:
  • usare le lettere occidentali (romaji): questo metodo è usato solo da chi sta iniziando a studiare e dev'essere progrssivamente abbadonato per imparare meglio la lingua. Per trascrivere le sillabe giapponesi in caratteri occidentali solitamente si usa il sistema Hepburn.
  • usare solo hiragana e katakana: speso per molte parole anche i giapponesi stessi non usano i kanji, ma sono comunque usati nella maggior parte dei casi.
  • utilizzare i kanji: i kanji sono una delle cose più difficili da imparare, ma sono indispensabili per leggere ad esempio un titolo di giornale.

la pronuncia

In giapponese la pronuncia delle parole segue alcune semplici regole di base, con eccezioni molto rare:

  • La particella は (wa) che indica il soggetto (o il tema) della frase, si pronuncia "wa" nonostante la sillaba dell'hiragana sia il "ha".
  • Allo stesso modo la particella へ (e), che indica il moto a luogo, si pronuncia semplicemente "e" senza enfatizzare la "h" che la precede. Anche nella translitterazione in romaji solitamente si scrive "e".
  • Per raddoppiare le vocali si usano le seguenti regole:
    per raddoppiare la お "o" si scrive おう "ou" (ad esempio mercoledì si dice すいようび - suiyoubi e si pronuncia "suiyoobi"), a meno che non sia all'inizio della parola e in quel caso si scrive "oo" (per esempio 大き - おおき - ooki (grande) )...
    un eccezione è とお (too, il contatore generico per dire 10).
    Per raddoppiare la "e" si scive "ei": per esempio 先生 (せんせい) (sensei) si pronuncia "sensee".
    Per tutte le altre vocali, si raddoppiano normalmente.
  • Per le altre pronunce d solito è sufficiente translitterare l'hiragana in romaji per avere la pronuncia, non ci sono molte eccezioni di solito.

Hiragana e Katakana

Per imparare a scrivere in giapponese, il primo passo è conoscere gli alfabeti sillabici: hiragana e katakana.
Questi alfabeti contengono le stesse sillabe (anche se il katakana contiene combinazioni speciali per riprodurre alcuni suoni delle lingue occidentali). A differenza dell'hiragana (usato normalmente come alfabeto sillabico), il katakana è usato principalmente per i nomi occidentali, le parole di origine straniera, le onomatopee (molto usate in giapponese) oppure per mettere in risalto una parola (come se in italiano fosse scritta tutta in maiuscolo).
Le sillabe sono raggruppate in gruppi da 5, in base alla vocale con cui finiscono, per esempio ka-ki-ku-ke-ko, sa-shi-su-se-so, ecc.. in molti gruppi ci sono delle eccezioni (per esempio il "shi" nell'esempio di prima).
Le sillabe di base di hiragana e katakana sono le seguenti:

Hiragana (ひらがな)

a

i

u

e

o

ka

ki

ku

ke

ko

ga

gi

gu

ge

go

sa

shi

su

se

so

za

ji

zu

ze

zo

ta

chi

tsu

te

to

da

ji

zu

de

do

na

ni

nu

ne

no

ha

hi

fu

he

ho

ba

bi

bu

be

bo

pa

pi

pu

pe

po

ma

mi

mu

me

mo

ya

yu
>よ
yo

ra

ri

ru

re

ro

wa

wo (o)

n
Katakana (カタカナ)

a

i

u

e

o

ka

ki

ku

ke

ko

ga

gi

gu

ge

go

sa

shi

su

se

so

za

ji

zu

ze

zo

ta

chi

tsu

te

to

da

ji

zu

de

do

na

ni

nu

ne

no

ha

hi

fu

he

ho

ba

bi

bu

be

bo

pa

pi

pu

pe

po

ma

mi

mu

me

mo

ya

yu
>ヨ
yo

ra

ri

ru

re

ro

wa

wo (o)

n
Come si può notare dale tabelle, alcune sillabe sono uguali ad altre eccetto per l'aggiunta di delle virgolette (chiamate "ten-ten") in alto a destra come か (ka) e が (ga). Le virgolette quindi cambiano il suono della sillaba, ma ci sono comunque varie eccezioni. Allo stesso modo il cerchietto in alto a destra (maru) cabia il suono delle sillabe in "h" generando quelle in "p" (は "ha" diventa ぱ "pa").
L'unica consonante singola è la "n" e nel caso si voglia raddoppiare una consonante diversa è necessario inserire un piccolo "tsu" davanti alla sillaba di cui si vuole raddoppiare la consonante: "onna" (donna) si scrive quindi おんな, mentre "gakkou" (scuola) si scrive がっこう con il piccolo っ che raddoppia la consonante successiva.
Invece per raddoppiare le vocali si usano le vocali singole, secondo le regole di pronuncia del paragrafo precedente. infine le sillabe che terminano in "i" possono esere unite a "ya","yu" e "yo" per formare altre sillabe, per esempio き "ki" unito a や "ya" forma la sillaba きゃ "kya".
Queste regole valgono sia per l'hiragana che per il katakana.

Kanji

Gli ultimi caratteri che è necessario conoscere per scrivere in giapponese sono i kanji.
Purtroppo non è facile conoscere bene questi caratteri, dato che sono molti (un giappponese medio ne conosce circa 2000!) e spesso hanno forme complesse.
Kanji (漢字) letteralmente significa "carattere cinese", dato che questo sistema di scrittura è stato importato in Giappone dalla Cina nel IX secolo. Tuttavia il cinese e il giapponese sono lingue diverse e anche la pronuncia dei kanji e spesso anche il loro significato cambiano tra le due lingue.
Per imparare bene i kanji la cosa migliore è averli sempre sott'occhio, esercitandosi ogni giorno in delle brevi letture di parole giapponesi che li contengono. Per un occidentale può essere uno scoglio anche imparare i kanji di base, per questo ti proponiamo di giocare al KaruKanji, così potrai esercitarti sempre con alcuni kanji di base (in particolare quelli richiesti per il livello N5 del JLPT) e inoltre potrai divertirti con un gioco basato su un gioco tradizionale giapponese!
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